SCENARIOnews - N° 2 - febbraio 2006

Una maniera d’essere contemporanei
sul debutto degli spettacoli della Generazione Scenario 2005
di Giuseppe Liotta (presidente ANCT)

Giunto, con riscontri di pubblico e di critica sempre più ampi e positivi alla sua decima edizione, il Premio Scenario si è confermato quest’anno, grazie soprattutto al lavoro serio e intelligente svolto dall’Associazione Scenario, e alla presenza di giovani compagnie teatrali che si sono tutte espresse al loro meglio sia nei progetti che nelle rappresentazioni complete finali (presentate al Furio Camillo di Roma), come la Vetrina di teatro più importante per fare il punto sullo stato delle esperienze del “nuovo”, oggi in Italia.
Emergono sostanzialmente due tendenze: la prima, relativa ad un diffuso e coltivato interesse per la “drammaturgia”, come segno scenico privilegiato; la seconda, nel bisogno, per quelle generazioni di attori più attente e sensibili all’innovazione, di uscire dalla routine di un sistema teatrale che mortifica e uccide anche le più forti e indiscusse vocazioni sceniche, per sperimentare nuove forme di linguaggio espressivo, per trovare un contatto, una relazione con persone che parlano la stessa lingua teatrale, e allargare in questo modo il fronte comune di una perduta identità e del necessario lavoro di ricerca.
Un teatro del tempo presente che si esprime per quello che è, senza quei paradigmi ideologici o spavaldamente culturali che deprimono qualsiasi istanza autentica, facendo i conti, prima d’ogni cosa, con le proprie abilità e il sudato mestiere.
Un esercizio di scrittura scenica e verbale in cui il contenuto e lo stile sembrano appartenere ad una medesima area comunicativa, senza quegli strabismi concettuali o quelle schizofrenie visive (la “dissociazione delle arti”, in scena) che occupano l’interesse di buona parte delle esperienze dell’avanguardia teatrale più “ufficiale” ed estrema.
Nello spettacolo di Gianfranco Berardi e Gaetano Colella (Taranto), Il deficiente (progetto vincitore ),la “mancanza” a cui fa riferimento etimologicamente il titolo si estende dall’handicap fisico (la cecità finta del protagonista, che va a coincidere con la cecità vera di uno degli attori, coinvolto in una dinamica scenica ad orologeria, talmente perfetta e credibile, da renderli entrambi irriconoscibili) a quello etico ed esistenziale, in una vicenda “nera” piena di perfidie e crudeltà manifeste, di comicità “assurda” e velenosa: esistenze individuali che si sostengono e stanno insieme attraverso il gioco, tutto pinteriano, delle continue minacce.
Mentre la Compagnia Teatro Sotterraneo (Firenze) con 11/10 in apnea distrugge l’unità dello spazio scenico tradizionale strutturando nuovi percorsi, altri ritmi all’azione scenica accostando visioni di un immaginario privato a materiali d’uso riciclati e assemblati un po’ alla maniera di Kantor, in una oggettualità che richiama Beuys.
’O Mare (Associazione culturale Taverna Est, Napoli), o l’anarchia di una festa mediterranea, balcano-partenopea, porta in scena un’idea del teatro delle lingue e delle etnie diverse che si mischiano all’interno di un progetto che vede insieme musicisti, cantastorie, clown e saltimbanchi che come invincibili Chisciotte inseguono un proprio sogno, qui rappresentato, appunto, dalla metafora del mare: quello che conta è essere sempre pronti a lanciarsi verso una nuova utopia.
Ma quello che considero lo spettacolo simbolo di questa ultima edizione è lo spettacolo proposto da Francesca Proia (Ravenna), Qualcosa da sala. Un momento intenso e altissimo di teatro-danza: performance straordinaria di una artista arrivata per vie segrete e personalissime a disegnare un percorso scenico di rara perfezione e maturità espressiva, in quel corpo di donna articolato come un automa eppure febbrile ed emozionante come un atto di creazione “a vista”.
Non so se per le prossime edizioni del Premio Scenario qualcosa andrebbe rivisto nel lavoro di selezione degli spettacoli, o nel rapporto con i vari Enti teatrali che lo sostengono, ma di una cosa sono sicuro, che bisogna confrontarsi con le realtà disperse (non solo da un punto di vista territoriale) del teatro reale per guardare veramente ai bisogni del teatro, e al suo domani.

ANCT - Associazione Nazionale dei Critici di Teatro
Giuseppe Liotta
e-mail: presidenza@criticiditeatro.com
www.criticiditeatro.com

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