SCENARIOnews - N° 2 - febbraio 2006

Editoriale. Bilanci e anticipazioni
di Stefano Cipiciani e Cristina Valenti

In conclusione di un doppio percorso…
Riprendiamo le fila di un discorso sospeso (ma solo nelle pagine di SCENARIOnews) esattamente un anno fa, nel febbraio 2005. Per l’uscita della nostra newsletter ci proponevamo scadenze più ravvicinate, e vedremo se in futuro questo sarà possibile, ma almeno per l’anno passato le nostre forze e il nostro tempo sono stati assorbiti dall’impegno per il Premio Scenario e il Premio Ustica per il Teatro.
Parlavamo, a febbraio scorso, del lavoro invisibile che si era appena concluso, quello delle Commissioni zonali che avevano vagliato i 457 progetti pervenuti, incontrando migliaia di artisti e visionando brani dei loro lavori. In seguito, da marzo a ottobre, si sono sviluppate le fasi pubbliche: tappe di selezione, finali, premiazioni, debutto. I 457 progetti sono diventati 69 complessivamente nelle tre tappe, e rispettivamente 13 (più 2 fuori concorso) per la finale di Scenario e 6 per la finale di Ustica.
Ricordiamo questi dati numerici per introdurre una prima considerazione. I progetti semi-finalisti prima e quelli finalisti poi, hanno rappresentato due stadi di selezione (e progressiva scrematura), ma anche due fasi successive di promozione, corrispondenti a lavori (via via più ristretti numericamente) che, nella logica del Premio e coerentemente con i criteri di valutazione adottati, hanno disegnato altrettanti panorami del nuovo teatro emergente, andando a toccare differenti aree geografiche, vocazioni tematiche, linguaggi artistici, percorsi professionali. Infine, il Premio Scenario ha proclamato un vincitore e assegnato tre menzioni speciali, indicando così la Generazione Scenario 2005; e il Premio Ustica ha nominato un vincitore e una menzione speciale.
Si è definita, in conclusione del doppio percorso, una rosa di progetti che ci piace considerare nell’insieme: per quello che vi si può leggere come sfogliando un libro del nuovo teatro emergente, che raccoglie un’antologia scelta di lavori a loro modo paradigmatici. Di questi lavori ha scritto per SCENARIOnews Giuseppe Liotta attento spettatore del debutto romano degli spettacoli, cogliendovi il differente declinarsi di un interessante “esercizio di scrittura scenica e verbale”, che si fa “dinamica scenica a orologeria” nel vincitore, Il deficiente, di Berardi-Colella; gioco di destrutturazione ed assemblaggio in 11/10 in apnea, di Teatro Sotterraneo; “teatro delle lingue e delle etnie” in ’O Mare, di Taverna Est; “febbrile ed emozionante” prova di un teatro-danza che pare “atto di creazione a vista” in Qualcosa da Sala di Francesca Proia. Mentre Gregorio Scalise ha tratto dal suo taccuino di giurato impressioni sui finalisti e sui vincitori del Premio Ustica: e in particolare il “richiamo al mito” nel “caricare di senso un episodio di cronaca” per Quattro di decimopianeta (vincitore), la prova di attrice e autrice di Barbara Apuzzo con ’A noce (menzione speciale).
Alle compagnie e agli artisti vincitori e segnalati, SCENARIOnews dà voce attraverso le riflessioni e le interviste di Nicola Viesti, Francesca Savini, Marta Porzio, Massimo Marino, ancora Marta Porzio, e Francesca Bortoletti. Mentre dal Laboratorio per lo spettatore condotto da Lello Tedeschi in occasione delle due finali emergono estratti di scritture di giovanissimi critici.
Ma proseguendo le nostre note di bilancio, i progetti finalisti non sono da considerare “sconfitti” (noi non li consideriamo tali): piuttosto corrispondono a un’edizione maggiore della stessa “antologia critica”. E questo ci spinge a ricordare il lavoro degli osservatori critici e delle giurie. Innanzitutto per ringraziare tutti coloro che vi hanno fatto parte: i soci di Scenario, ma in particolar modo i membri esterni. Grazie quindi a Antonio Audino, Marco Baliani, Andrea Benetti, Daria Bonfietti, Stefano Casi, Roberto Castello, Lucilla Giagnoni, Andrea Nanni, Sabrina Petyx, Milena Vukotic. Lo vogliamo sottolineare a chiare lettere, senza timore di essere smentiti e sperando che i candidati ci leggano: tutti i giurati hanno lavorato con passione, senza altra motivazione se non quella di credere nel proprio ruolo avvertendone tutta la responsabilità. E tutti sono stati conquistati da uno stile di lavoro che hanno subito fatto proprio: critici, studiosi, artisti, operatori, hanno analizzato e discusso ogni proposta, senza trascurarne alcuna, confrontando visioni e prospettive, scambiandosi dubbi e formulando ipotesi. E tutti hanno trovato in Scenario una straordinaria occasione di avvicinamento al teatro emergente, ma anche un prezioso laboratorio di pensiero e di scambio culturale profondo e disinteressato in materia teatrale. A tutto questo i candidati hanno dato un contributo fondamentale, di cui – crediamo – ognuno di noi continuerà a fare tesoro.

… dopo Scenario e Ustica…
Col debutto degli spettacoli della Generazione Scenario (a Roma, l’1 e 2 ottobre) si è conclusa la 10ª edizione del Premio. Gli spettacoli emersi dal Premio Ustica non hanno con l’Associazione vincoli di debutto, ma saranno presentati a Bologna, in occasione dell’anniversario della Strage di Ustica, il 27 giugno 2006. A questo punto occorrerebbe che Scenario, esaurito il suo ruolo, trovasse una continuità ideale nell’attenzione da parte di un sistema teatrale che, nei risultati dei Premi, dovrebbe riconoscere elementi di fermento reale, traendone motivi di vitalità e arricchimento. Se così non è, non andrà imputata a Scenario la carenza di un ruolo che non gli compete – ricordiamo ancora una volta che la distribuzione non rientra nelle finalità del progetto. Ma Scenario dovrà impegnarsi ancora di più in futuro a sensibilizzare l’ambiente teatrale con una presenza sempre più efficace in termini culturali. Anche in questo senso riteniamo importantissimo il lavoro dell’Osservatorio statistico affidato a Francesca Bortoletti, di cui SCENARIOnews presenta le prime risultanze.
E già oggi possiamo con soddisfazione affermare che la situazione di chiusura, sul fronte del dialogo istituzionale, che lamentavamo a febbraio scorso, si è andata sensibilmente modificando. La finale del Premio Scenario ha potuto godere del contributo dell’ETI, dopo sei anni di interruzione. E anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha finalmente riconosciuto il nostro progetto. Inoltre il rapporto dell’Associazione Scenario con le Regioni Emilia Romagna, Umbria, Marche, Toscana si è perfezionato in forma di accordo interregionale, almeno fino a completamento del progetto in corso; e continua il sostegno della Città di Torino. Sembrano essersi create le condizioni per dare continuità al progetto di Scenario oltre l’annualità del Premio, ed intendiamo farlo presentando gli spettacoli della Generazione Scenario 2005 con rassegne specifiche, nelle regioni citate, presumibilmente nell’autunno prossimo.
Intanto continuiamo a segnalare le tournées aggiornate degli spettacoli nati dai progetti vincitori e segnalati e i nuovi progetti che coinvolgono gli artisti emersi dai Premi.

… verso un nuovo premio
Intanto due importanti progetti stanno nascendo, rispettivamente legati all’Associazione Scenario e all’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, che vale la pena anticipare in questa sede.
Per quanto riguarda Scenario, sta per uscire il bando della 1ª edizione del Premio SCENARIOinfanzia, dedicato a progetti teatrali inediti e fortemente innovativi, rivolti al mondo dell’infanzia e della gioventù. Anticipiamo dal bando che sta per essere divulgato:
Se col Premio Scenario e col Premio Ustica per il Teatro si è inteso dare una risposta concreta alla straordinaria domanda di teatro posta dalle giovani generazioni, oggi nell’inaugurare il PREMIO SCENARIOinfanzia l’Associazione intende stimolare i giovani artisti a ripensare il teatro per l’infanzia e per l’adolescenza, individuando nel rinnovamento generazionale una risorsa indispensabile per un settore che, nato all’insegna della ricerca (di nuovi linguaggi per nuovi spettatori), deve continuare a interpretare un immaginario giovanile in continua e rapida evoluzione, con gli strumenti dell’invenzione, della fantasia, dello stupore, oltre i limiti delle definizioni di “genere” e anche delle professionalità acquisite. Il termine infanzia, che si è voluto associare al nome del Premio, non si intende legato all’età anagrafica (puerizia) ma piuttosto a una stagione dello spirito, che attiene al mutamento e alla ricerca inesausta, e quindi all’apertura e all’ascolto, al di fuori di consuetudini e categorie. Non teatro minore (o per un pubblico considerato minore), ma intrinsecamente senza confini, perché ancora da inventare nello sguardo aperto di uno spettatore “innocente”: non (ancora) educato al linguaggio e alle convenzioni del teatro. Lo scenario dell’infanzia vuole essere il teatro che ritrova la sua infanzia, o la condizione della sua nascita, in riferimento agli spettatori che custodiscono in sé l’attitudine allo stupore e alla sperimentazione tipici dell’infanzia. E per questo il Premio si riferisce a progetti rivolti a spettatori bambini, ragazzi, adolescenti”.
Quanti saranno interessati, troveranno i termini per la partecipazione al Premio nel bando che sarà diffuso attraverso le strutture socie di Scenario, ma anche pubblicato on line su questo sito. La scadenza per la presentazione dei progetti è prevista per il 15 aprile 2006.

Ustica e le arti…
L’altro progetto in cantiere riguarda un convegno dal titolo “Ustica e le arti. Percorsi tra impegno, creatività e memoria”, che si terrà a Faenza il 27 maggio prossimo, organizzato dall’Associazione dei Parenti delle Vittime di Ustica e da Accademia Perduta/Romagna Teatri col patrocinio del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e in collaborazione con Premio Scenario/Premio Ustica per il Teatro.
Il convegno si propone di approfondire i temi legati al rapporto fra arte e società in relazione alla storia che lega la memoria di Ustica e la creazione artistica. Nei campi più vari artisti, attori, registi, scrittori hanno dedicato il loro lavoro alla memoria di Ustica e alla ricerca della verità. Proprio questi artisti - da Marco Paolini a Giovanna Marini, da Gregorio Scalise a Daniele Del Giudice, da Marco Baliani a Francesco De Gregori e Alessandro Melchiorre - porteranno la loro testimonianza, e rifletteranno sul rapporto fra le arti e l’impegno civile insieme a studiosi e personalità della cultura, della politica e della comunicazione. (Delle motivazioni che stanno alla base del convegno e del particolare contesto in cui questo avviene, dal punto di vista delle recenti conclusioni processuali, Daria Bonfietti ha scritto per la nostra newsletter).

… in un Paese senza verità
E concludiamo questo editoriale proprio rivolgendo a Daria Bonfietti, Andrea Benetti e a tutta l’Associazione dei Parenti, insieme alla gratitudine sempre viva per aver voluto condividere con noi il progetto del premio dedicato all’impegno civile e alla memoria, anche tutta la solidarietà rispetto alle recenti vicende processuali.
Come è noto, la Corte di Assise di Appello di Roma, il 15 dicembre scorso, al termine di un processo affrettato, fatto di poche udienze e senza dibattito, ha assolto per insufficienza di prove i generali Bartolucci e Ferri dell’Aeronautica militare, riconosciuti colpevoli in primo grado del reato di alto tradimento, ma assolti per prescrizione dei termini, per aver nascosto al Governo quanto sapevano, nell’immediatezza dell’evento, sulle cause della tragedia di Ustica. Un rito sbrigativo per una sentenza che sembrava già scritta e che ha cancellato d’un colpo i risultati del precedente dibattimento, durato quasi quattro anni di udienze, ma che non ha potuto cancellare né le conclusioni della Commissione Stragi presieduta da Libero Gualtieri, né quelle del Giudice Priore, secondo cui il DC9 è stato abbattuto col suo carico di vittime civili innocenti per un “atto di guerra” compiuto nei cieli italiani.
“Ma noi sappiamo”, ha scritto Daria Bonfietti con una certezza di pasoliniana memoria, affermando di voler continuare, pur nella delusione, a portare avanti una battaglia per la verità che non riguarda solo i parenti, né deve investire la sola Magistratura, ma deve riguardare la coscienza democratica e la dignità civile dell’intero paese, chiamando in causa la politica e i governanti.
Anche noi affermiamo di sapere, e anche per questo continuiamo a portare avanti i nostri progetti, dialogando con i giovani artisti nel comune obiettivo di mantenere viva la memoria, insieme alla capacità di trasformare l’indignazione in impegno.

stampa
 
chi siamo | storia | premio scenario | premio scenario infanzia | premio ustica per il teatro | tournees | scenario news | contatti  
  credits