Spettacolo vincitore Premio Scenario 2011
Matteo Latino (Mattinata – Foggia)
Infactory

Progetto vincitore Premio Scenario 2011

Matteo Latino (Mattinata - Foggia)
InFactory


con Matteo Latino
Fortunato Leccese
autore e regia Matteo Latino


foto © Marco Caselli Nirmal

Matteo Latino
via Giuseppe Luigi Passalacqua, 3 - 00185 Roma
cell. 349 6906561
matteo_latino@yahoo.it
www.matteolatino.net

 

DALLA RASSEGNA STAMPA

il manifesto”, 10 dicembre 2011
di Gianfranco Capitta

[…] Due giovani uomini, che vivono e raccontano l’esperienza di due vitelli pronti a essere macellati, in un duplicarsi continuo di allusioni e riferimenti. […] Quei vitelli hanno naturalmente una grande umanità, quasi fossero lo schermo pudico per più umane deviazioni delle regole comportamentali vigenti… […] Perciò colpisce la capacità di artisti così giovani di scoprire realtà che non svelano normalmente né tra gli animali né tra gli uomini. Un gioco raffinato che rimane sempre ben piantato sul terreno, anche su quello di una fattoria con annesso macello. […]

 

controscene.corrieredibologna.corriere.it”, 10 dicembre 2011
di Massimo Marino

[…] La parola si fa gesto, movimento convulso, rabbioso, impotente... Lo spettacolo salta da un livello all’altro, con scoppi di ballo o di street dance, un’azione di painting su un muro di cellophane disteso attraverso la scena, con qualche tentativo di ribellione riportato nei recinti, con una scritta, sul petto, “Be Strong”, con un dolore che urla, sotto una musica altissima, che quando si muore si muore in silenzio. È un lavoro d’impatto, con immagini asciutte, una bella energia fisica e capacità d’invenzione testuale. […]

niuodeon.com”, 10 dicembre 2011
di Antonella Vercesi

[…] La moderna paura di non essere accettati e di avere radici troppo labili. La scenografia aiuta i monologhi imperanti, con magliette, slogan e fasce di plastica tese per scrivere e dire quello che pensano i due soggetti in scena, perduti nel tempo presente.

myword.it”, 14 dicembre 2011
di Renato Palazzi

[…] Il testo si propone di descrivere la condizione dei trentenni di oggi attraverso la prospettiva di due vitelli allevati per diventare carne in scatola, e ormai prossimi al macello: ho trovato interessante questa idea drammaturgica, e molto accurata, molto rigorosa la sua realizzazione scenica, che si basa su un continuo passaggio dai monologhi recitati alle azioni meramente corporee. Non manca – a sottolineare la contemporaneità dei linguaggi utilizzati – una serie di graffiti spruzzati con le bombolette su una parete di cellophan montata in mezzo alla ribalta.

Proprio in questa ostentazione di segni dell'oggi sta il suo tratto più suggestivo […].

iltamburodikattrin.com”,
14 dicembre 2011
di Maddalena Peluso

[…] Un lavoro in versi che comincia all’interno delle stalle dell’Agriturismo MonteSacro nel Gargano, una “in-stallazione” che si fonda su una narrazione a tratti, apparentemente slegata, frontale e asciutta, come un flusso di coscienza. […] La musica altissima e il forte impatto scenico diffondono nell’aria un’atmosfera di disfacimento. Fuori discussione che il lavoro di Matteo Latino, come quello dei precedenti vincitori del Premio Scenario, dai Babilonia Teatri a Teatro Sotterraneo, parli del presente, utilizzando una poetica e uno stile generazionale. Toccherà al pubblico decretarne il successo.

 

giornalemetropolitano.it”,
14 dicembre 2011
di Vincenzo Sardelli

[…] Il duo Leccese-Latino riporta le entità fisiche, oniriche e di realtà, a una sola consistenza: al superficiale propagarsi nello spazio tempo delle pulsioni affettive. La suggestione della scenografia spoglia e delle luci al neon, il sonoro e le musiche che svolgono un importante ruolo nella narrazione, costituiscono un’esperienza a livello profondo, sicuramente non paragonabile alla mera ricerca di un dipanamento della trama o di una ricostruzione temporale degli avvenimenti.

 

Bravissimi gli attori, perfetta la regia. […]“klpteatro.it”, 14 dicembre 2011
di Maria Vittoria Bellingeri

[…] Metafora della condizione dei trentenni italiani come buoi al macello, “una favola che attraverso la ripetizione delle parole e delle azioni è in grado di restituire quella sensazione di staticità che caratterizza spesso noi giovani, facendoci sentire vitelli nelle metropoli”. […]

doppiozero.com”, 19 dicembre 2011
di Lorenzo Donati

[…] La scrittura di Latino ha qualcosa delle voci borgatare pasoliniane, dei ragazzi muscolosi di Walter Siti, ma anche dei lucidissimi deliri di Philip Ridley. I suoi non sono personaggi ma accenni di figure sgrossate da uno sfondo nero, un po’ come i disegni di Andrea Bruno, dritti al cuore del discorso: “sono cresciuto rotto”, “col naso per terra schiacciato si comincia così, trattiene”. Niente autocommiserazione, nessuna rassegnazione, con la consapevolezza di avere le armi spuntate, di non essere all’altezza: solo a tratti il rischio di un lirismo trasognato da periferie, quando scaglie di luce sparate da un proiettore senza diapositive investono la pellicola trasparente e l’atmosfera si carica di Sigur Ros. Ma sono deviazioni che vanno esplorate e comprese, in un percorso da seguire, sulla strada che porta alla nascita di un linguaggio.

 

"Hystrio",
gennaio 2012

di Roberto Canziani

[…] Liricamente, con slittamenti di senso e cortocircuiti di idee, inFactory di Matteo Latino fotografa e racconta lo spaesamento dei puledri italiani del teatro. […] Che cosa pensano i vitelli? Che cosa pensano i trentenni? Figlio di una Puglia di agriturismi, allevamenti e mozzarelle, Matteo Latino seleziona le molecole del suo vissuto, le incrocia a personali letture di visioni, combina tarantelle e sonorità techno. Poi indica, ma per accenni, il senso del proprio lavoro e lascia che lo spettatore congiunga i punti. […] Ben costruito e toccante, per chi si lascia toccare, inFactory ha saputo far risuonare la sensibilità degli spettatori del Parenti. […]

 


"Gazzetta di Parma", 18 marzo 2012
di Valeria Ottolenghi

[…] Matteo Latino […] e Fortunato Leccese si muovono insieme in scena a tratti con vivaci, energici, ritmi comuni, una tensione spesso buia, alle radici un oscuro disagio, luci mobili al neon […] Ritorna, come periciolo imminente, personificata, la paura. E «si muore in silenzio»: […]

 

"vocidallasoffitta.blogspot.it", 22 aprile 2012
di Josella Calantropo

[…] La sua scrittura è incalzante, poetica e concreta. Procede per frasi che non aprono un dialogo drammaturgico; rimane un monologo diviso tra due attori. Le parole come lance vengono lanciate in avanti verso la platea. La scena è funzionale e coerente al racconto non usa fari o luci esterne, la illumina sempre dall’interno, e ci restituisce il punto di vista dei due vitelli chiusi nella stalla. [...] I due performer si muovono ritmicamente, accennando a movimenti di danza, che scandiscono la recitazione, ricordando gli scatti inconsulti dei vitelli chiusi nei recinti. […]

 

"ateatro.org", 23 aprile 2012
di Giada Russo

[…] I due performer-vitelli si incontrano sulla scena, vivono uno a fianco all’altro ma non comunicano se non attraverso monologhi paralleli. Dialogano invece con il pubblico, attraverso gli slogan appiccicati alle t-shirt. Lo spettatore è interpellato da domande (per niente retoriche), risvegliato da un po’ di torpore quotidiano al suono di una musica techno e richiamato dall’inizio alla fine alla sua sensibilità di testimone-creatore dello spettacolo, attraverso le immagini e le parole di un testo denso ed essenziale. […] Il teatro di Matteo Latino suggerisce un felice ritorno al testo. È un teatro di corpo e di parola. C’è tutta la forza dei due attori sulla scena che parlano attraverso i loro corpi e c’è la presenza forte di una parola poetica. […]

“iltamburodikattrin.com”,
4 giugno 2012

di Roberta Ferraresi

[…] Infactory è uno spettacolo potente che all’inizio travolge davvero. Per il taglio concettuale, per le parole, per la ricerca visiva. Per i piccoli trucchi teatrali, per le soluzioni sceniche innovative. Per il modo, allo stesso tempo, profondo e leggero di cui parla della condizione umana attuale, fra individuo e società. […]

 

LEGGI LE RECENSIONI INTEGRALI

Roberta Ferraresi su "iltamburodikattrin.com"

Giada Russo su "ateatro.org"

Josella Calantropo su "vocidallasoffitta.blogspot.it"

Valeria Ottolenghi su "Gazzetta di Parma"(scarica il pdf)

Roberto Canziani su “Hystrio”(scarica il pdf)

Gianfranco Capitta su “il manifesto” (scarica il pdf)

MassimoMarino su "controscene.corrieredibologna.corriere.it

Antonella Vercesi su "niuodeon.com"

Renato Palazzi su "myword.it"

Maddalena Peluso su "iltamburodikattrin.com"

Vincenzo Sardelli su "giornalemetropolitano.it

Lorenzo Donati su "doppiozero.com"

Maria Vittoria Bellingeri su "klpteatro.it"

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