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2017 EDIZIONE DEL TRENTENNALE
 

FINALE

PRESENTAZIONI

Liebe Mütter / Cara madre
L’opera fotografica che ha accompagnato il Trentennale del Premio Scenario appartiene alla serie Liebe Mütter, una tappa del lavoro che Tomaso Mario Bolis ha dedicato alla ricostruzione della memoria mitteleuropea e della cultura ebraica fra storia e ricordi famigliari.
Il titolo si riferisce all’incipit di una lettera affettuosa inviata da un membro delle SS alla madre, al termine di una giornata spesa nel genocidio di ebrei polacchi. L’immagine, invece, è l’elaborazione grafica di un fotogramma estratto da uno dei primi esperimenti di cinematografia conservato al Museo del Cinema di Torino.
Il tema è la nascita, la sua naturalezza, ma anche il mistero sul quale si spalanca.
La normalità della nascita e degli affetti primari. La banalità del male e della sua appartenenza all’umano.
La vertigine del corto circuito prodotto fra titolo e immagine non l’avevamo colta appieno. Quella figura sospesa e roteante ci eravamo abituati a chiamarla, fra di noi, “il tuffatore”. Una definizione che Bolis ha giudicato tuttavia azzeccata: “si sta gettando nella vita, in una specie di liquido amniotico, sospeso nello spazio, ancora inconsapevole del bene e del male”.
Il fotogramma fissa la parabola di una rotazione non ancora compiuta e perciò sommamente incerta, cui il fermo immagine dona un profilo fetale.
La forza dell’immagine ci è arrivata chiara ancor prima di saperne elaborare i riferimenti: quel tuffatore ci ha parlato della condizione degli attori come “acrobati del cuore” (nelle parole di Artaud), ci ha fatto pensare alla ricerca dei giovani artisti come stagione di un teatro in stato nascente, e ci ha anche riportato simbolicamente a Scenario, impegnato nell’ennesimo salto mortale di cui non è ancora dato conoscere l’approdo, fra incertezza economica e distrazione ministeriale.
Alla luce della sua elaborazione concettuale, quell’immagine sembra infine condensare la
particolarità dell’edizione del Trentennale (che unisce nuovi linguaggi, teatro per l’infanzia e la gioventù, impegno civile), nella consapevolezza che lavoro sulla memoria, infanzia del gesto artistico, proiezione anche spericolata verso il nuovo appartengano alla medesima condizione del processo creativo.
Il confronto con la normale attualità della tragedia è richiamato significativamente da diversi progetti finalisti. La fotografia di un bambino passato ai raggi X dentro una valigia, un piccolo naufrago imbrigliato nelle reti dei pescatori, il meccanismo dell’informazione e dei social che calpesta diritti, confonde vittime e carnefici, mercifica il talento, espone la debolezza al cannibalismo dei reality.
Alla denuncia fa da controcanto un desiderio forte di alternativa e riscatto. L’eterogeneità come linguaggio artistico per superare i confini delle lingue, il punto di vista dell’altro per mettere in discussione le rigidità dei modelli di genere normalmente introiettati, la libertà di seguire il proprio talento, contro l’autorità e le aspettative degli adulti. Le piccole grandi battaglie combattute dai più piccoli contro le difficoltà personali, per imparare a scrivere, per sconfiggere o elaborare la paura della morte, del buio, dell’ignoto attraverso l’invenzione e l’accoglimento. Infine, particolarmente presente in questa finale, è l’universo delle relazioni personali, sentimentali, generazionali, come riflesso di un disagio che sembra richiedere prepotentemente attenzione, che parla di intimità senza parole, del difficile ingresso nella vita adulta, delle responsabilità e dell’eredità dei padri.
Una necessità di ascolto che in molti casi si proietta sullo spettatore, fino a diventare il centro di un’indagine non solo relazionale, ma percettiva e performativa.
Per la nona edizione consecutiva la finale del premio è ospitata da Santarcangelo Festival, e anche quest’anno i vincitori saranno presentati all’interno del programma, come rinnovato segno di una comune riflessione sul futuro. E si rinnova il sostegno di Ater, a siglare l’importante collaborazione con un territorio regionale particolarmente sensibile e attento al nuovo.
Giunge all’ottava edizione il percorso del Premio Scenario per Ustica, per il quale ringraziamo l’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
In occasione del Trentennale, un video e una mostra fotografica ripercorreranno le edizioni del terzo millennio, dal 2001 al 2015.

Cristina Valenti
presidente e direttore artistico Associazione Scenario

Stefano Cipiciani
vicepresidente Associazione Scenario

 

Una sinergia importante
Santarcangelo Festival è felice di accogliere le finali di Premio Scenario e l’apertura al pubblico dei progetti vincitori. L’entusiasmo e la meraviglia per la ricchezza e vivacità della scena italiana legata alle arti performative, la potenza e l’urgenza dei progetti, spesso realizzati in condizioni a dir poco difficili, sono ben visibili nel progetto della prossima edizione del Festival e creano con la presenza del Premio all’interno del programma una sinergia importante.
Grazie al prezioso lavoro di Scenario, il programma del Festival si arricchisce di una pluralità di visioni ed estetiche, potenziando la natura del Festival come piattaforma per la diversità di approcci artistici.
La complicità con Premio Scenario vibra con una delle tante domande che ci hanno accompagnato nella creazione del progetto della prossima edizione del Festival:
Possiamo immaginare un festival che crei energia, che funzioni come una batteria, ricaricando sia gli spettatori che i partecipanti?

Eva Neklyaeva
direttrice artistica
Lisa Gilardino
co-curatrice
insieme allo staff di Santarcangelo Festival


A favore delle giovani generazioni
Siamo davvero felici – dopo l’esito positivo dello scorso anno – di rinnovare anche per il 2017 la collaborazione con il Premio Scenario, che da trent’anni valorizza i nuovi linguaggi per la ricerca, l’impegno civile e i nuovi spettatori.
Per ATER – fortemente radicata sul territorio regionale da oltre cinquant’anni – la collaborazione col Premio rappresenta un segnale forte e caratterizzante per il ruolo istituzionale che l’associazione ricopre e che la sta facendo diventare uno degli attori più rilevanti nel mondo dello spettacolo in Emilia Romagna.
L’edizione 2017 inoltre sarà quella del trentennale, e questo ci rende particolarmente orgogliosi di essere partner del Premio Scenario a cui facciamo i migliori auguri e i complimenti per il lavoro fatto in questi anni a favore delle giovani generazioni che hanno sempre riscontrato nel premio uno dei primi alleati nel teatro.

Ilenia Malavasi
Presidente Ater

 

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