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2017 16a edizione
 

>> Pietro Piva
---Abu sotto il mare

>> QUINTOEQUILIBRIO
---(una) Regina


>> Il Teatro nel Baule
---Ticina

>> Teatro dei Frammenti
---L’isola

>> Valentina Dal Mas
---Da dove guardi il mondo?

>> Sirna/Pol
---I giardini di Kensington
capitolo I Il litigio

>> Amor Vacui
---Intimità

>> Shebbab Met Project
---I Veryferici

>> Massimo Odierna
---Posso lasciare il mio spazzolino da te

>> Enrico Casale
---FaustBuch

>> The Baby Walk
---Un eschimese in Amazzonia

>> Il Mulino di Amleto
---Senza famiglia

>> Barbara Berti
---Bau#2

>> Rosenkreutz Studio
---Body Begs Water

>> Bottega di Mastro Porpora
---Anna



 

Pietro Piva (San Giovanni in Marignano, Rn)
Abu sotto il mare

selezione Scenario per Ustica

di e con Pietro Piva
musiche e tecnica Paolo Falasca

PIETRO PIVA
via Brescia, 272/b - 47842 San Giovanni in Marignano (Rn)
cell. 329 9633207
pietro_piva_@libero.it

 

menzione Premio Scenario per Ustica 2017

Motivazione della Giuria
L’artista è capace di farci percepire, con dolorosa ironia e sapiente uso della maschera corporea, il conflitto terribile di un bambino in fuga. Proprio per la delicatezza con cui riesce a trattare le visioni, i sogni e le speranze del piccolo Abu, Pietro Piva ci mostra la terribilità di ogni profugo, costretto a dimenticare il proprio mondo per avventurarsi, magari nascosto dentro una valigia rosa, verso l’ignoto.

Lo spettacolo
Abu sotto il mare nasce da una fotografia che mi punge, quella di un bambino dentro a una valigia passato ai raggi X alla dogana di Ceuta. Lo spettacolo è la versione di quel bambino del viaggio che ha affrontato, di come lui immagina che siano andate le cose o di come sarebbero potute andare.
Un bambino dentro una valigia è un limite, un confine.
C’è un film sui campi di concentramento che si chiama Il bambino nella valigia, e credo che ci sia qualcosa di profondamente contiguo in epoche dove si devono nascondere i bambini.
Abu è come il bambino della valigia nei lager nazisti, come un bambino tornato a nascondersi nella pancia, che fuori tira una brutta aria.
Ovviamente, per me è anche Pinocchio che va a salvare il babbo nella pancia della balena o Ulisse che si nasconde dentro un cavalluccio di legno.
Quello che mi interessa è vedere se quel bambino sceglie di fuggire dalla realtà per rifugiarsi nella fantasia, capire quanto il suo viaggio lo fa diventare un uomo, e che uomo diventa.
Mi interessa ascoltare le sue domande perché lui fa quelle giuste, quelle che mi riportano alla vista la tragedia che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ma che non sempre riesco a vedere.

La compagnia
Pietro Piva si forma, dopo svariate esperienze laboratoriali, al biennio di formazione per attori del Teatro San Martino di Bologna con Fortebraccio Teatro. Nel 2013 è tra i fondatori di Laquiete Teatro. Ha lavorato, tra gli altri, con Francesca Mazza, Angela Malfitano, Maurizio Cardillo, Roberto Latini/Fortebraccio Teatro, Claudio Casadio e Accademia Perduta/Romagna Teatri.

 
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