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2013 14a edizione

Santarcangelo •13 Festival Internazionale del Teatro in Piazza
Santarcangelo di Romagna, Il Lavatoio - Longiano, Teatro Petrella
16-17-18 luglio 2013


GENERAZIONE SCENARIO 2013
Vincitore Premio Scenario
Fratelli Dalla Via (Tonezza del Cimone - Vicenza)
Mio figlio era come un padre per me

Vincitore Premio Scenario per Ustica
  Collettivo InternoEnki (Roma)
M.E.D.E.A. Big Oil
Segnalazioni speciali
  nO (Dance first. Think later) (Roma)
trenofermo a-Katzelmacher

     
  Beatrice Baruffini (Parma)
W (prova di resistenza)
Menzione speciale
  Elisa Porciatti (Siena)
Ummonte
     

Santarcangelo di Romagna, 18 luglio 2013

La Giuria del Premio Scenario 2013 ha valutato gli 11 progetti finalisti della quattordicesima edizione del Premio e, nel comunicare gli esiti del suo lavoro, desidera esprimere una serie di valutazioni di carattere generale.

Dagli 11 progetti finalisti è emersa una molteplicità di temi, linguaggi, drammaturgie e scritture di scena. Dal racconto al monologo, dall’impianto performativo al lavoro d’ensemble, con il ricorso a inserti coreografici e musicali e una spiccata attenzione al piano visivo, i lavori hanno privilegiato testi originali per raccontare scenari contemporanei attraversati da un profondo disagio sociale e generazionale. Il trionfo dell’immagine come surrogato dell’esperienza, la degenerazione dei rapporti fra politica e finanza, la difficoltà di rimanere in un paese che non è per giovani, il degrado culturale ed esistenziale di un sud che è incrocio di vite allo sbando: in generale il panorama emerso dai lavori dei giovani artisti parla di un senso diffuso di precarietà che si accompagna nondimeno alla necessità dell’impegno civile, della denuncia, della resistenza (a partire dalla lezione di pagine importanti della nostra storia). Fra le linee di lavoro emerse: la raccolta di testimonianze, con il metodo assai diffuso delle interviste e delle inchieste sul campo; il ripensamento della figura del regista, spesso sostituita da funzioni di coordinamento o di ideazione corale; l’utilizzo delle lingue regionali come veicolo di autenticità e riscoperta delle radici; il confronto con la memoria come impegno nel presente; la necessità di fare “gruppo” come metodo di lavoro e gesto politico.

Ai progetti finalisti la Giuria desidera ricordare il valore della loro presenza in finale: un risultato che si deve ritenere tale in sé e che è stato valorizzato dall’ampia partecipazione degli spettatori, fra i quali non sono mancati critici e operatori, con la compatta presenza dei soci dell’Associazione Scenario. In particolare, la Giuria ha apprezzato l’attenzione degli artisti non solo alla presentazione dei propri spettacoli, ma anche alle proposte degli altri concorrenti: buona premessa per un rapporto che, nel corso del tempo, si può consolidare facendosi rete di collaborazione artistica.

La giuria ribadisce, insieme all’Associazione Scenario, l’importanza della collaborazione con Santarcangelo • 13 Festival Internazionale del Teatro in Piazza e con il Teatro Petrella di Longiano, rafforzata quest’anno dall’inserimento della finale nei giorni centrali del Festival e dalla presentazione dei vincitori del Premio Scenario e del Premio Scenario per Ustica in Piazza Ganganelli all’interno della programmazione.

Ed esprime un sentito ringraziamento ai tecnici coordinati da Salvo Di Martina che, con il loro lavoro, hanno reso possibile la presentazione di 11 progetti nell’arco di due giorni. Un ringraziamento inoltre ad Anna Fantinel e Andrea Massironi per l’organizzazione, a Federico Tovani per la documentazione video, e allo staff del festival, che ha garantito le condizioni ottimali per la visione dei lavori.

Data la complessità del panorama emerso e la diversificazione delle proposte, oltre ai vincitori e alle segnalazioni speciali che andranno a formare la Generazione Scenario 2013, la Giuria ha deciso di esprimere una menzione speciale.


la Giuria
Arturo Cirillo, presidente
Stefano Cipiciani
Isabella Lagattolla
Rodolfo Sacchettini
Cristina Valenti

 

La Giuria proclama vincitore del Premio Scenario 2013 il progetto:

MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME di Fratelli Dalla Via (Tonezza del Cimone - Vicenza)
Con ironia raggelante e a tratti con punte di cinismo il lavoro affronta la tragica questione del suicidio, come scelta estrema compiuta da innumerevoli imprenditori colpiti da crisi economica.
Raccontando la storia di una ricca famiglia del nord est italiano si traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. Due fratelli – che sono fratelli anche nella vita, Marta e Diego Dalla Via – architettano l’omicidio dei genitori. Ma “uccidere i propri padri” sembra un atto impossibile dal momento che questi hanno deciso di farla finita, lasciando in eredità assenza di futuro e consumo del passato. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga.

La Giuria proclama vincitore del Premio Scenario per Ustica 2013 il progetto:

M.E.D.E.A. BIG OIL di Collettivo InternoEnki (Roma)
La messa in scena del Collettivo InternoEnki fa intuire un’interessante capacità di lavoro del gruppo che ha saputo creare un linguaggio teatrale adatto al tipo di comunicazione e denuncia che con grande energia porta avanti. Il progetto nasce inoltre da un’intensa ricerca sul campo dedicata alle trivellazioni petrolifere in Basilicata che entra in dialettica con il mito di una Medea contemporanea. Il Collettivo dichiara con forza al pubblico il proprio impegno civile a favore di una delle più povere regioni italiane, esprimendolo con accortezza drammaturgica e avvalendosi efficacemente della lingua lucana, seppure reinventata da attori di diversa provenienza geografica.

Le Segnalazioni Speciali del Premio Scenario 2013 vanno ai seguenti progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

Segnalazione speciale al progetto

TRENOFERMO A-KATZELMACHER di nO (Dance first. Think later) (Roma)
Fermo a Katzelmacher, in un sud che è magma di province e dialetti, c’è un treno che non parte, metafora di un’attesa consumata fra indolenza, sogni a buon mercato, kitsch di canzoni neomelodiche, vitalità bloccata in un eterno ralenti. La compagnia nO (Dance first. Think later) sceglie la sfida di un lavoro collettivo per portare in scena una pluralità disordinata di voci, attitudini, fisicità eccessive e debordanti che sono specchio di spaccati sociali osservati con attenzione. Una tensione sempre pronta ad esplodere si catalizza nell’arrivo dello straniero e si blocca su un motorino che non parte, prima di ogni corsa possibile.

Segnalazione speciale al progetto

W (PROVA DI RESISTENZA) di Beatrice Baruffini (Parma)
Con vena poetica e semplicità Beatrice Baruffini rievoca la “prova di resistenza” degli abitanti dei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio di Parma che nel 1922 resistono all’aggressione dei fascisti, capitanati da Italo Balbo. È in un certo senso la stessa barricata, rappresentata da una serie di mattoni posati sulla scena, a dar vita all’intero racconto secondo la miglior tradizione del teatro di oggetti. Baruffini, recuperando le importanti esperienze di Claudia Dias e di Gyula Molnar, con originalità e senza retoriche commuove per la capacità di trasfigurazione e per la sensibilità nel recupero della memoria.

Menzione speciale al progetto

UMMONTE di Elisa Porciatti (Siena)
Tra ironia e commozione Elisa Porciatti ripensa con originalità il teatro di narrazione, per cercare, nell'apparente semplicità delle forme, una coralità di personaggi, raccontati con astrazione e musicalità. Nella città di Siena si assiste al fiorire di una banca e al suo tragico tracollo, mentre ci si chiede con ansia quanto manchi alla fine della finanza, della propria vita e dello spettacolo che tutto ciò racconta, in un felice mescolamento di vita vissuta e metafora.

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