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2013 14a edizione
 

>> Thon Gu
----Biscotti Integrali Per La Libertà

>> Serena Di Gregorio
---- Cinque agosto

>> Silvia Costa e Giacomo Garaffoni
---- Quello che di più grande l’uomo ha realizzato sulla terra

>> Elisa Porciatti
----Ummonte

>> Valerio Malorni
----L'uomo nel diluvio

>> nO (Dance first. Think later)
---- trenofermo a-Katzelmacher

>> Collettivo InternoEnki
----M.E.D.E.A. Big Oil

>> Fratelli Dalla Via
---- Mio figlio era come un padre per me

>> Anita Otto
---- Boy Disappears

>> Ilaria Dalle Donne
----alice disambientata

>> Beatrice Baruffini
---- W (prova di resistenza)





foto © Marco Caselli Nirmal

>> foto di Tomaso Mario Bolis

>> guarda il video della presentazione al Giardino della Memoria

>> tournée

>>rassegna stampa

>> photo gallery di © Marco Caselli Nirmal

>>audio-intervista di Michele Pascarella

>>CHI È DI SCENA, RaiTre, 15 marzo 2014

Collettivo InternoEnki (Roma)
M.E.D.E.A. Big Oil


Selezione Scenario per Ustica


scritto e diretto da Terry Paternoster
con gli attori del Collettivo InternoEnki 1° Coro Maria Vittoria Argenti, Teresa Campus, Ramona Fiorini, Chiara Lombardo, Terry Paternoster, Mauro F. Cardinali, Gianni D’Addario, Donato Paternoster, Alessandro Vichi
sostituti 2° Coro Elena Cucci, Valentina Izumi Cocco, Monica Mariotti, Anna Ferraioli Ravel, Michela Ronci, Salvatore Langella, Angelo Lorusso, Ezio Spezzacatena, Pierfrancesco Rampino, Matteo Vignati

Terry Paternoster
via del Pigneto, 160 - 00176 Roma
cell. 389 2051380
terrypaternoster@gmail.com
www.internoenki.com


 


 

spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2013

Motivazione della Giuria
La messa in scena del Collettivo InternoEnki fa intuire un’interessante capacità di lavoro del gruppo che ha saputo creare un linguaggio teatrale adatto al tipo di comunicazione e denuncia che con grande energia porta avanti. Il progetto nasce inoltre da un’intensa ricerca sul campo dedicata alle trivellazioni petrolifere in Basilicata che entra in dialettica con il mito di una Medea contemporanea. Il Collettivo dichiara con forza al pubblico il proprio impegno civile a favore di una delle più povere regioni italiane, esprimendolo con accortezza drammaturgica e avvalendosi efficacemente della lingua lucana, seppure reinventata da attori di diversa provenienza geografica.

Lo spettacolo

M.E.D.E.A. Big Oil è una rielaborazione del mito di Medea che segue una linea di trasposizione dichiaratamente anti-canonica, che colloca la vicenda nella Basilicata odierna, sventrata dalle trivellazioni. Anche qui il nodo tragico s’innerva in un innamoramento senza corresponsione d’amore: l’eroina è una donna lucana disattesa nelle promesse e tradita dallo straniero, il Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera. Lo straniero è l’amante infedele che non mantiene la promessa d’amore, di crescita e di progresso a un paese che regala ricchezza in cambio di povertà. In questo senso, anche Medea è “simbolo”: è l’amante tradita ma anche metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco (il Coro) che è evocazione di un’umanità divisa pedissequamente fra miseri e potenti, incapaci di elaborare, al contempo, una coscienza di classe e una classe di coscienza.

Il tragico che vogliamo raccontare è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, secondo un filtro politico e una lettura cari alla poetica dell’autrice: il contrasto della cultura barbara e primitiva con la cultura moderna e neocapitalistica. Parliamo di “realtà del tragico” annichilenti, così come esemplifica la situazione della Val d’Agri: l’incidenza tumorale, qui, supera largamente la media nazionale. La documentazione concernente la crisi geo-politica lucana è stata raccolta in un archivio di testimonianze che i cittadini hanno messo a disposizione del progetto, a raccontare una realtà in cui oggi M.E.D.E.A. è il nome di un Master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni. Fatalità.


La compagnia

Terry Paternoster nasce nel 1979 a Milano. Dopo il Diploma d'Arte Drammatica, si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo - Teatro e Arti Performative alla Sapienza di Roma. Qui inizia la sua carriera professionale, lavorando con registi italiani e stranieri. Come attrice-autrice-regista riceve numerosi riconoscimenti, fra gli ultimi: Napoli Fringe Festival 2013; Premio Radio RAI Microfono di Cristallo; Chiave d'Argento Imola per il Teatro; Premio In Breve Teatro Puccini di Firenze. È fondatrice e direttore artistico del Collettivo InternoEnki, Associazione di Promozione Sociale per la Ricerca in residenza presso il Centro Sociale Zona Rischio di Roma. Il Collettivo è composto da ragazzi e ragazze provenienti da varie regioni italiane (Lombardia, Friuli, Campania, Lazio, Umbria, Puglia, Abruzzo, Sardegna) che lavorano coraggiosamente e incessantemente alla costituzione di un Teatro INCIVILE. Un teatro dissacrante e politico quello che promuovono, capace di coniugare impegno civile e ricerca, alla riscoperta di un linguaggio in grado di comunicare l’oggi e di trasformare la scena in uno strumento d’arte e controinformazione.


 
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