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PREMIO SCENARIO INFANZIA 2018 - 7ª EDIZIONE

Scenario Festival
22/23 giugno 2018
Premio SCENARIO infanzia 7ª edizione


 

Vincitore Premio Scenario infanzia

inQuanto teatro (Firenze)
Storto

Tournée

Debutto

Menzioni

 

Asini Bardasci (Mondavio, Pu)
Fratellino e Fratellina

Tournée

Debutto

 
 

Generazione Eskere (La Spezia)
Domino

Tournée

Debutto



Le motivazioni della Giuria
Cattolica, 24 giugno 2018

La Giuria del Premio Scenario infanzia 2018 ha valutato gli 8 progetti finalisti della settima edizione del Premio e, nel comunicare gli esiti del suo lavoro, desidera esprimere una serie di valutazioni di carattere generale.
La finale ha presentato 8 progetti portatori tutti di competenza sul piano dei linguaggi e consapevolezza rispetto alle tematiche affrontate.
Dal linguaggio attorico a quello coreografico, dalla dimensione performativa ai percorsi immersivi, i lavori finalisti dimostrano di essersi sostanzialmente affrancati da un impianto di tipo testuale per organizzare la materia narrativa attraverso il ricorso a dispositivi molteplici, dalle immagini agli oggetti, dalle maschere al materiale didascalico declinato in diversi formati.
Emerge un riferimento originale alle fiabe che solo in alcuni casi attingono alla tradizione, più spesso sono riscritte nella contemporaneità, a partire dall’indagine su spaccati di realtà, che appartengono a paesaggi personali, sociali, culturali.
In quella che appare una generale dissoluzione dello status giovanile, attraversata da una profonda condizione di solitudine, il rapporto con il mondo è raccontato attraverso la dimensione del viaggio, verso luoghi o addirittura pianeti da raggiungere, nella rivendicazione di un’identità e di uno spazio personali da conquistare anche nelle differenze e nel rispecchiamento con le alterità.
Riconoscendo la particolare ricchezza e la varietà dei linguaggi emersi dai progetti degli artisti, la giuria ha ritenuto di assegnare un premio e due menzioni speciali.
Le Menzioni vanno ai seguenti progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

Menzione al progetto
FRATELLINO E FRATELLINA di Asini Bardasci (Mondavio, Pu)
In una società in cui la genitorialità sembra sempre più ostacolata dai ritmi lavorativi e dalle difficoltà economiche, lo spettacolo affronta il tema dell’abbandono dei minori e della complessità oggi, di vivere appieno il tempo dell’infanzia. I due fratellini, ispirati alla fiaba di Hansel e Gretel, compiono un viaggio metropolitano in un mondo che divora i bambini come la strega della casa di marzapane, ma invece di ingrassarli li obbliga a diventare grandi e produttivi senza aver compiuto il naturale processo di crescita.
Le proiezioni di strade provinciali, di aree di sosta e di ecomostri creano una mappatura del mondo contemporaneo che stride con la lingua atavica delle filastrocche recitate per farsi coraggio, per creare un territorio sacro in un mondo in cui è scomparsa ogni bellezza.


 

Menzione al progetto
DOMINO di Generazione Eskere (La Spezia)
Lo spettacolo colpisce per la sua corale teatralità.
Lo squilibrato rapporto tra una bizzarra famiglia e il “piccolo imperatore” Gianmaria mette al centro le responsabilità adulte in un processo di costante soddisfacimento dei desideri infantili e lo fa superando quell’immagine edulcorata, che spesso contraddistingue il mondo dell’infanzia.
In questo grande gioco, fatto di sfide e divertimento, regolato da poteri che si alternano e si rincorrono, tra sconfitte e presunte vittorie, emergono ironia, ritmo e coralità. È un’equilibrata armonia che sembra intrecciarsi ad un’incalzante partitura musicale. I 9 attori in scena sono una presenza polifonica, come fossero voci e strumenti unici e diversi, e allo stesso tempo capaci di costituirsi in un insieme di espressioni e movimenti all’unisono.

La Giuria proclama progetto vincitore del Premio Scenario infanzia 2018:
STORTO di inQuanto teatro (Firenze)
La compagnia, con un organico e maturo lavoro di gruppo, mette in campo linguaggi molteplici per raccontare diversità e conflitti. In un tracciato drammaturgico lineare ed efficace, i segni della scena si incastrano a restituire la complessità di un percorso necessario ad una messa a fuoco della propria identità.
Lo spettacolo nasce da esperienze personali degli autori. Questo nucleo passionale trova in una scrittura asciutta, nella calda interpretazione degli attori, in un attento utilizzo delle immagini grafiche, in un ritmo incalzante, la strada giustamente “spietata” per arrivare agli spettatori. La capacità e il coraggio di mettere in scena la diversità, facendola diventare un valore esistenziale, è ancora più apprezzabile in questo momento storico, in cui il “diverso” viene fatto apparire come il capro espiatorio di mali e disagi sociali che hanno invece altrove le loro cause profonde. Il gruppo si rivela quindi capace di una visione poetica della parola politica.

la Giuria
Maria Maglietta, presidente
Stefano Cipiciani
Cira Santoro
Cristina Valenti
Federica Zanetti


 

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